Autovelox

Con il termine autovelox, ormai da anni entrato nel comune linguaggio popolare, si tende ormai ad indicare genericamente qualsiasi tipo di apparecchiatura di misurazione della velocità dei veicoli.

In realtà queste apparecchiature sono invece di diverse tipologie, raggruppabili essenzialmente in quattro grandi famiglie, tutte impiegate anche in Italia.

Queste pagine hanno solo una funzione di informazione tecnica di massima, volta a soddisfare la curiosità della gente.

Per ciascuna tipologia ve ne vogliamo spiegare i principi di funzionamento ed indicare i più diffusi modelli esistenti, nonché segnalare gli eventuali e possibili errori di rilevamento che possono accadere durante il loro impiego.

Di seguito viene proposta una breve spiegazione sul funzionamento dei principali dispositivi Autovelox attualmente usati.

 

Principi di funzionamento

Viene emessa verso il veicolo una serie di impulsi Laser in banda infrarossa (invisibile ad occhio nudo), l’apparato legge l’eco riflessa dal veicolo per ciascun impulso, ed in base al tempo intercorso ne misura dapprima la distanza, e quindi elaborando una serie di letture calcola la velocità del veicolo stesso.

L’intera operazione dura meno di un secondo!

E’ comunque importante sapere che tutti i telelaser usano la stessa frequenza dell’infrarosso (904 nanometri) e che operano con potenze ridottissime (inferiori a quelle di un telecomando TV) per non danneggiare la vista degli automobilisti: sono le lenti a focalizzare il debolissimo segnale ed a riconoscerne l’eco riflessa dal veicolo.

L’apparecchiatura emette dei raggi infrarossi (invisibili all’occhio umano) a distanza fissa, che attraversano perpendicolarmente la sede stradale.

Allorché un veicolo in transito interrompe i raggi, il tempo intero inerente tra le interruzioni, utilizzato da un calcolatore, determina la velocità del veicolo.

Se la velocità supera i limiti prestabiliti in chilometri compaiono sul display (e un allarme sonoro avvisa l’operatore) e una fotocamera ritrae la parte posteriore del veicolo, dove è posta la targa, e l’indicatore di velocità con il giorno e l’ora esatta. Le rilevazioni fornite da codesti strumenti elettronici, sotto un profilo strettamente tecnico, offrono risultati sicuri, sempre che siano perfetti nella loro strutturazione e siano correttamente utilizzati.

L’esattezza dei rilevamenti si fonda su una regolare taratura del congegno, che assicuri la sostanza dello spazio che separa i due raggi luminosi, perché in tale spazio, in uno con l’intervallo di tempo fra le interruzioni segnalate con cellule fotoelettriche, sta alla base del calcolo della velocità.

Anche l’oscillatore misuratore del tempo deve essere ben tarato poiché esso indica detto tempo in microfrazioni di secondo. Acquisite tali sommarie nozioni tecniche, non si può prescindere dall’evidenziare l’importanza della manutenzione e dell’uso dell’apparecchiatura che devono essere affidati soltanto a personale specializzato. In difetto di tali essenziali operazioni, che solo garantiscono la perfetta funzionalità dell’apparecchio, il rilevamento della violazione della velocità deve essere quanto meno messo in dubbio; non è sufficiente che sul verbale sia stata prestampata la frase: “ dopo aver verificato la perfetta funzionalità ecc.”


I VARI TIPI DI APPARECCHI

 

Laser Technology Inc. "LTI-2020"

Omologato dal Ministero dei Lavori Pubblici (n. 4199 del 8/9/1997 e 6025 del 30/11/1998)

Molto diffuso in Italia (lo impiegano Polizia, Carabinieri e moltissime Polizie Municipali) per il suo basso costo (indicativamente solo 6.000 Euro, molto meno rispetto a tutti gli altri apparati autovelox) ed immediatezza d'uso, esiste in due versioni (apparentemente simili ad una telecamera): la più vecchia "LTI-2020" del 1997 pesa 5 Kg. (con distanza di rilevamento fino a 1.000 metri), mentre la più recente del 2000 denominata "LTI-2020 Ultralyte" (Ultraleggera) pesa solo 1,5 Kg (con distanza di rilevamento fino a 600 metri): quest'ultima con solo 2 pile a torcia incorporate dispone di ben 25 ore di autonomia!

Esiste anche una versione "LTI-2020 Ultralyte LR" (Long Range = Lungo Raggio), più potente e con portata di 1.000 metri, ma non ci risulta omologata per il mercato italiano.

Non essendoci fotografia, l'infrazione deve essere contestata immediatamente dagli agenti accertatori, anche se manca poi la prova che la velocità indicata sul display si riferisca proprio al veicolo fermato, e ciò è pertanto motivo di numerosissimi ricorsi, suffragati da numerose sentenze a favore degli automobilisti.

 

Micro Digicam: il Telelaser con foto digitale

Omologata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (n. 534 del 08/05/2003)

Consiste in una Telecamera digitale capace di memorizzare da 750 fotografie (in alta risoluzione) a 1.500 fotografie (in bassa risoluzione) in un Computer palmare: il tutto viene collegato ad un Telelaser LTI-2020 Ultralyte.

Questo nuovo dispositivo mette finalmente fine alle annose contestazioni delle multe fatte con telelaser, prive della documentazione fotografica, che potevano dare adito a dubbi nel caso di passaggio contemporaneo di due o più veicoli sullo stesso trato di strada.

La distanza di rilevamento del Telelaser Ultralyte arriva fino a 600 metri, mentre la fotografia deve essere effettuata preferibilmente a distanze comprese tra gli 80 ed i 120 metri (è comunque possibile fotografare tra i 50 ed i 190 metri).

Il ciclo operativo completo dura 2 secondi: misurazione della velocità (0,4 sec.), cattura dell'immagine, memorizzazione dell'immagine nel Computer palmare, visualizzazione dell'immagine sul Display.

Dispone della capacità di fotografare sia veicoli in avvicinamento che in allontanamento, eventualmente anche di notte con apposito Flash a impulsi (opzionale, che non abbaglia il conducente), fissabile al cavalletto del Telelaser.

Una Stampante termica portatile (opzionale) consente la contestazione immediata dell'infrazione con foto immediatamente allegata al verbale.

Su ciascuna foto vengono impressi tutta una serie di dati utili per la verbalizzazione.

I dispositivi pesano: Telelaser Ultralyte 1,5 Kg + Digicam 0,8 Kg + Computer palmare 1,0 Kg = Totale 3,3 Kg

 

Autovelox 104

Prodotto in varie versioni dalla Sodi Scientifica di Firenze,tutte omologate dal Ministero dei Lavori Pubblici.

Omologazione Modello 104/C2 del 10-11-1993

Il più diffuso ed utilizzato in Italia, si basa sulla misurazione dell’intervallo di tempo necessario ad un veicolo per transitare davanti all’apparato su cui sono sistemati i due sensori. L’intervallo di tempo, tramite un calcolo, si traduce nell‘indicazione della velocità del veicolo, espressa in Km/h.

Può essere montato su cavalletto, oppure essere installato lungo la fiancata sinistra di un'auto della Polizia, (come da immagine sopra) che deve però essere ferma a bordo strada quando esegue le misurazioni, oppure essere montato in postazione fissa a bordo strada (Autobox).

Se un veicolo supera la velocità limite impostata nell'autovelox, allora viene scattata la fotografia della sua targa posteriore.

Inoltre un apparecchio ricevente (peraltro non sempre utilizzato), normalmente posizionato a circa 100 metri di distanza, riceve con un "beep" il segnale dello scatto, mostra sul display la velocità rilevata, e consente la contestazione immediata dell’infrazione, accompagnata da una eventuale ulteriore fotografia frontale dell'auto, per l'identificazione certa del conducente violatore dei limiti, ai fini della sospensione della patente.

Esiste anche la possibilità di stampare uno scontrino con la velocità rilevata.

Altrimenti viene spedita la multa a casa accompagnata dalla fotografia.

 

Autovelox 105 SE

Nuova versione evoluta e completamente elettronica del "vecchio" 104: grazie alle immagini digitali non è più necessario sostituire e sviluppare la pellicola fotografica.

Il principio di misura dell'Autovelox 105 SE è lo spazio/tempo, sviluppato dalla Sodi Scientifica negli anni '60 ed oggi realizzato con la tecnologia più avanzata.

Una coppia di innocui raggi Laser (Classe 1) perpendicolari alla strada, interrotti in sequenza dai veicoli in transito, determinano la lettura della velocità e in caso di superamento del limite impostato la ripresa fotografica digitale.

Un terzo raggio permette il rilevamento della posizione del veicolo e l'ottimizzazione del servizio.

L'Autovelox 105 SE cattura due immagini per ogni infrazione: un primo piano della targa posteriore ed un'immagine grandangolare dello scenario nel quale l'evento si è verificato.

Grazie a questa nuova tecnologia si dovrebbero annullare anche gli eventuali rari casi di errori di rilevamento dovuti al passaggio simultaneo di due auto, che potevano accadere con gli apparati di vecchia generazione (vedi relativo paragrafo a fondo pagina).

Le immagini vengono registrate digitalmente e trasmesse a distanza ad un computer centrale (eliminando quindi tutta la tradizionale procedura manuale di sostituzione e sviluppo delle pellicole fotografiche); le foto possono anche essere immediatamente teletrasmesse (con segnale codificato non intercettabile) ad una pattuglia posta più avanti per la contestazione immediata dell'infrazione.

Lo schermo tattile (Touch-Screen) ha sostituito la tastiera.

Funzonalità avanzate gli consentono di riconoscere la tipologia di veicoli (autocarri, auto, moto) e di fotografare anche di notte.

Nelle versioni omologate per l'estero può controllare anche il mancato rispetto della distanza di sicurezza, ovvero la percorrenza di corsie riservate (ad esempio auto nelle corsie dei bus, oppure autocarri nelle corsie riservate alle auto).

L'Autovelox 105 è impiegato anche nei trafori del del Frejus e del Monte Bianco (con 3 postazioni per senso di marcia, delle quali 2 in Italia ed 1 in Francia).

Come il precedente 104, può esse montato su auto parcheggiate a bordo strada, su treppiede o in postazione fissa Autobox.

Può anche essere installato lungo lo spartitraffico centrale (ad esempio dell'autostrada), e quindi non più obbligatoriamente solo sul bordo destro della strada.

 

Velomatic 512

Prodotto dalla Eltraff di Milano

Omologato dal Ministero dei Lavori Pubblici (n. 2961 del 27-11-1989 e n. 3480 del 19-09-1996)

Poco diffuso, è simile al modello precedente, ma non è dotato della trasmissione dati via radio e quindi non consente la contestazione immediata dell’infrazione.

Viene sempre spedita la multa a casa accompagnata dalla fotografia.

Il principio operativo del sistema si basa sulla misura dell'intervallo di tempo necessario ad un autoveicolo per transitare dinnanzi agli assi geometrici del sensore che sono posti alla distanza relativa di 512 mm. Il piccolo intervallo di tempo così misurato viene elaborato e trasformato in una indicazione numerica che rappresenta la velocità del veicolo espressa in Km/h.

1) Quando il muso del veicolo oltrepassa la prima fotocellula inizia la misurazione della velocità.

2) Quando il muso del veicolo oltrepassa la seconda fotocellula termina la misurazione della velocità, ed inizia la misurazione della lunghezza del veicolo.

3) Quando la coda del veicolo oltrepassa la seconda fotocellula termina la misurazione della lunghezza del veicolo, calcolata in base alla velocità rilevata al punto 2).

La fotocamera viene posizionata nello stesso punto del rilevatore, l'apparecchiatura calcola la velocità del veicolo, ne misura la lunghezza e scatta la fotografia quando la parte posteriore del veicolo si trova a 16 metri dal rilevatore. La circostanza di scattare il fotogramma sempre alla distanza di 16 metri dal rilevatore consente di poter identificare con esattezza il veicolo che ha commesso l'infrazione, sia esso corto o lungo, come rilevabile dalle 2 foto di esempio sotto riportate (moto ed autotreno).

 

Bosch Traffiphot e Bosch Traffipax Speedophot

Omologato dal Ministero dei Lavori Pubblici (n. 1969 del 6/8/1993)

Questi sistemi, estremamente costosi, sono stati inizialmente utilizzati in Italia dalla sola Polizia Stradale; successivamente sono stati però adottati anche da alcune Polizie Municipali.

Si basano tutti su onde Radar che rilevano la velocità di un veicolo in avvicinamento fino ad un chilometro di distanza, scattando la fotografia non appena lo stesso si trova a circa 25 metri dall’apparecchio.

Sono disponibili in varie versioni (tutte utilizzate anche in Italia):

- TraffiPhot in postazione fissa, assomiglia ad una casetta per gli uccelli montata in cima ad un palo di sostegno.

- TraffiPhot in postazione trasportabile, camuffata da bidone della spazzatura.

- Traffipax Speedophot in postazione trasportabile, da usarsi su treppiede a bordo strada.

- Traffipax Speedophot in postazione trasportabile, da usarsi dall'interno del baule (chiuso) del veicolo della Polizia o auto-civetta parcheggiata a bordo strada.

- Traffipax Speedophot in postazione mobile, da usarsi a bordo di auto della Polizia o auto-civetta anche in movimento.

Quest'ultima innovativa e sofisticata versione funziona anche con l'auto della Polizia in movimento, ed è in grado di fotografare indifferentemente (anteriormente o posteriormente) auto che viaggiano oltre i limiti consentiti in entrambi i sensi di marcia , quindi che incrocino sull'altra corsia ovvero che sorpassino l'auto della Polizia.

Spesso viene anche usato su auto-civetta (cioè senza i colori della Polizia), prevalentemente Subaru Impreza oppure Fiat Marea.

Consente la contestazione immediata dell’infrazione, altrimenti viene spedita la multa a casa accompagnata dalla fotografia.